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In occasione della tournée italiana
del clarinettinista Richard Stoltzman avvenuta nel mese di
febbraio 2005 con l'Orchestra di Padova e del Veneto, Gaia
Varon, ha intervistato nella trasmissione di Rai Radio Tre
di Elio Sabella, Piazza Verdi, il maestro.
Da cosa nasce il binomio Stoltzman-Orchestra
di Padova e del Veneto ?
Mi piace suonare con l'Orchestra di Padova
e del Veneto perché il suonare senza direttore implica
per tutti una maniera di ascoltarsi, di prestarsi attenzione,
di essere simpatici, empatici, attenti gli uni agli altri,
cosa che, magari è più frequente trovare nel
jazz e che più difficilmente si trova nella dimensione
sinfonica. In questo caso c'è stata questa dimensione
cameristica e di ascolto reciproco che ha a che fare con una
freschezza, un far accadere la musica lì in quel momento.
E questa è un'esperienza rara e piacevole.
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Da cosa nasce l'idea di un programma russo
legato al clarinetto ?
Il punto di partenza è stata una trascrizione,
un'elaborazione di un compositore al quale Strawinsky era
legato da amicizia e che Toru Takemitsu ha elaborato per clarinetto
e archi. Si tratta di una pagina tratta dalle Stagioni di
Ciaikovsky. A questa ho poi affiancato un mio arrangiamento
per clarinetto ed archi di una pagina di Rachmaninov "Vocalise
op. 34 n. 14" e infine "Le variazioni op. 35"di
Arensky su un tema di Ciaikovsky in modo da amlpiare così
il fronte russo di questo programma.
Cosa le piace di più nel venire a suonare
in Italia ?
Una delle principali ragioni per cui amo
molto venire a suonare nel vostro paese è il particolare
spazio dedicato al canto, l'attenzione per la cantabilità
è più viva e più presente che altrove
proprio per la storia culturale italiana.
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